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In Varie ed eventuali on Maggio 8, 2009 at 7:41 am

Dopo tanti anni di collaborazione e tante visite nel suo studio, ho appreso appena sveglio la triste notizia. Riporto l’agenzia dell’ANSA, tributando questo post ad un grande nemico del relativismo, e ad un grande amico del mio pensiero.
ROMA – E’ morto Gianni Baget Bozzo. Aveva 84 anni. Il sacerdote è morto nel sonno nella sua abitazione privata di Genova. In casa c’era una persona che lo assisteva ed ha scoperto la sua morte. I funerali si svolgeranno lunedì prossimo alle 11.30 nella parrocchia Sacro Cuore di San Giacomo di Carignano, a Genova.
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In Politica Estera, Ragionpolitica 2009 on Marzo 25, 2009 at 5:39 pm

24 marzo 2009
Parlando di pena capitale, la prima cosa che viene in mente sono le campagne di sensibilizzazione ed i lunghi discorsi che vengono fatti dalle più grandi organizzazioni umanitarie per puntare il dito contro gli Stati Uniti. Ma pensandoci un po’ meglio, dati alla mano, e con fonti Amnesty International ci si può rendere conto del fatto che il fenomeno è principalmente asiatico: un’ulteriore riprova di come valori fondanti della società occidentale fronteggino il sempre occidentale relativismo, e di come questa dicotomia ponga l’Occidente in una posizione incerta nei confronti del resto del mondo.
Per la precisione, nel 2008 le pene capitali eseguite in tutto il globo sono state 2390 (ovviamente quelle ufficiali, su un totale di 8864, considerando quelle non ancora eseguite): il 93% delle quali in soli cinque paesi.
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In Politica Estera, Ragionpolitica 2009 on Marzo 15, 2009 at 10:30 am

14 marzo 2009
L’intoccabile Cina, tra i tanti punti di forza che ha, dimostra anche sempre un punto debole interno molto marcato. Si tratta della sua unità territoriale, storicamente ottenuta col sangue e parametro di giudizio per secolari dinastie. Solo in chiave storica si può, ancora oggi, comprendere l’accanimento del regime di Pechino nei rapporti con le regioni, ed in particolar modo il suo atteggiamento nei confronti di Taiwan e del Tibet.
E proprio sul caso del Tibet la mobilitazione internazionale sta facendo pressioni sul governo di Wen Jiabao, ottenendo aperture, sebbene plausibilmente «false», che farebbero sperare in un superamento della terribile situazione che vede il paese in cerca di autonomia soppresso da terribili violazioni dei fondamentali diritti umani, tanto che il Dalai Lama stesso l’ha definito durante un discorso a Dharamsala (India) un «inferno in terra» dove sono state uccise dai cinesi «centinaia di migliaia di tibetani»